Giovannino Guareschi, un po’ di storia.

Nella bassa parmense, a Roncole Verdi si trova il Club dei 23, Associazione culturale nata nel 1987, che vuol essere un punto di riferimento per gli appassionati di Giovannino Guareschi e tener vivo il ricordo e la testimonianza di questo grande personaggio.

Il giovane Giovannino

Giovannino Guareschi, nacque a Fontanelle, frazione di Roccabianca, in provincia di Parma, il 1° maggio 1908 da Primo Augusto, commerciante, e Lina Maghenzani, maestra elementare del paese.

Nel 1914 la famiglia si trasferisce a Parma, perché la madre era stata assegnata alla scuola elementare di Marore, alle porte di Parma: Giovannino proprio qui, frequenta prima le scuole elementari, poi, per decisione del padre, ma con scarso interesse e profitto, l’istituto tecnico (1919).

Respinto, nel 1920 viene ritirato dai genitori, che lo iscrivono al ginnasio Romagnosi, presso il convitto Maria Luigia di Parma, mentre la famiglia, in difficoltà economiche, l’anno dopo si trasferisce a Marore. Le persistenti traversie familiari, influirono sul rendimento scolastico del Giovannino che terminò a stento gli studi ginnasiali e dovette abbandonare il convitto, frequentando il liceo da esterno, proprio per la situazione economica in cui versava la sua famiglia.

A questi anni, oltre all’influsso del suo professore di latino e greco, conoscitore della letteratura umoristica europea, risale la conoscenza e la sua amicizia  con Cesare Zavattini, di pochi anni più anziano di lui e allora istitutore al Maria Luigia. Zavattini in una nota del 1925 al rettore del convitto, pur lodando la viva intelligenza del brillante alunno, lo descriveva indocile, “troppo spiritoso”, le cui “mancanze sono conseguenza d’irrefrenabili doti umoristiche”, dato che per “fare dello spirito cade facilmente nell’indisciplina”.

Altra presenza importante nella formazione del giovane Giovannino fu quella del parroco di Marore, Lamberto Torricelli, i cui modi bruschi ma contemperati da una fondamentale bonomia sarebbero più tardi confluiti nel carattere di don Camillo.

I primi lavori come giornalista, caricaturista e scrittore.

Già dall’ultimo anno di liceo, Giovannino iniziò a lavorare saltuariamente come cartellonista e, conseguita la maturità, cominciò a svolgere diversi lavori precari (come correttore di bozze della Gazzetta di Parma, che continuò fino al 1931, quando divenne, fino al 1935, cronista nello stesso giornale che, nel 1928, è stato assorbito dal «Corriere Emiliano»), anche per mantenersi come studente della facoltà di giurisprudenza dell’Università di Parma, alla quale era stato iscritto dal padre.

In breve, alternando l’attività giornalistica a occupazioni saltuarie (tra cui quelle di istitutore presso il convitto Maria Luigia e di portiere stagionale in uno zuccherificio), estese le sue collaborazioni a diversi altri periodici e numeri unici.

A quella di giornalista-scrittore, affiancò una cospicua produzione di disegni (caricature, vignette, lavori pubblicitari) e incisioni (xilografie e stampe da linoleum).

Nel 1933, a Parma, conobbe Ennia Pallini, commessa in un negozio di scarpe, la Margherita protagonista di tante sue pagine (che sposò nel 1940 a Milano: dal matrimonio nacquero due figli, Alberto e Carlotta).

Il Bertoldo e la carriera giornalistica.

Nel 1936 accettò da Andrea Rizzoli l’offerta di un posto di redattore del Bertoldo, il nuovo bisettimanale umoristico che la casa editrice si apprestava a lanciare. Ottenuto il congedo, nel settembre 1936 il Giovannino si trasferì a Milano insieme con Ennia, lavorando intensamente, fino al 1943, al Bertoldo con testi e disegni, per lo più vignette e caricature.

Del periodico, diretto da Vittorio Metz e Giovanni Mosca – cui lavoravano umoristi e scrittori della levatura di Carlo Manzoni, Giuseppe Marotta, Marcello Marchesi -, Guareschi divenne ben presto redattore capo, contribuendo fortemente a determinarne il carattere garbato e stralunato con i suoi numerosi pezzi di costume, le critiche cinematografiche e le piccole storie d’ambiente familiare “in cui veniva a galla, limpido, lo statuto comicamente assurdo del reale”.

Divenuto una firma di un certo livello, la sua carriera ebbe una battuta d’arresto prima con il richiamo alle armi e poi nel 1943 quando fu fatto prigioniero dalle truppe tedesche nella caserma di Alessandria, quindi internato in un lager tedesco e trasferito in vari campi di concentramento, in Germania e in Polonia, fino al settembre 1945.

La prigionia.

La lunga prigionia lo segnò profondamente.

Tornato a Milano alla fine del 1945, nel dicembre di quell’anno fondò con Giovanni Mosca e Giaci Mondaini il settimanale Candido, di cui fu condirettore, insieme con lo stesso Mosca, fino al 1950, e direttore unico fino al novembre 1957;

Gli anni del Candido, segnano il culmine dell’intensa attività del Guareschi sia come giornalista, osservatore e commentatore (progressivamente più tagliente e distaccato) del costume politico e sociale italiano.

Un progressivo e polemico distacco dalla vita politica e morale dell’Italia del tempo, che corrisponde con la sua piena maturazione come scrittore, che, trovò la sua cifra espressiva più caratteristica ed efficace nella creazione delle figure, nello stesso tempo archetipiche e storiche, di don Camillo e Peppone, esemplari non solo di una lotta politica animata da punti di vista e obiettivi divergenti (ma basata sulla condivisione di valori di fondo), ma anche dell’umanità sana e spontanea del “piccolo mondo” della declinante civiltà contadina.

I numerosi scritti in cui (dal 1948 al 1966) i due personaggi, ben presto diventati celeberrimi, compaiono come protagonisti configurano un microcosmo autonomo (il Mondo piccolo), che nelle intenzioni di Guareschi doveva organicamente articolarsi in romanzi brevi.

Don Camillo e le trasposizioni cinematografiche del Mondo piccolo.

Al crescente favore di pubblico (non solo italiano) toccato agli scritti di Mondo piccolo contribuirono in maniera decisiva le fortunatissime trasposizioni cinematografiche, su soggetti predisposti dallo stesso Giovannino che ebbero come protagonisti la coppia Fernandel e Gino Cervi:

 Don Camillo (1951)

 Il ritorno di don Camillo (1952)

Don Camillo e l’onorevole Peppone (1955)

Don Camillo monsignore… ma non troppo (1961)

Il compagno don Camillo (1965)

Il trasferimento a Roncole Verdi.

Dal 1952 Guareschi si trasferì con la famiglia a Roncole Verdi, decidendo di fare il pendolare con Milano e investendo parte dei suoi guadagni nella gestione di un caffè (1957) vicino alla casa natale di Giuseppe Verdi (successivamente, nel 1964, affiancato da un ristorante, che volle di nuovo gestire personalmente).

Per prima cosa pensò al pane del ristorante, che doveva essere fatto con farina di frumento ‘Gentilrosso’ seminato senza l’uso di concimi chimici nel terreno, macinato a palmenti, impastato con lievito di pane lavorato con la gramola e cotto nel forno a legna. Inoltre progettò un pollaio ‘irrazionale’ per l’allevamento di pollame nostrano per il nuovo ristorante. Pensò anche alla ‘culattiera’ per stagionare i culatelli, sempre destinati alla nuova attività.

Un ristorante che il figlio Alberto insieme ai familiari, gestì per 30 anni.

Guareschi morì a Cervia il 22 luglio 1968.

Il vasto archivio di Guareschi (circa 200.000 documenti), è custodito a Roncole Verdi presso la sede del Club dei ventitré, associazione culturale fondata nel 1987 e seguita ora dal figlio Alberto con le figlie Angelica e Antonia: la denominazione allude al numero dei lettori (di poco inferiore a quello dei “venticinque lettori” manzoniani), che con autoironica modestia Guareschi prevedeva per le sue opere.

Il Club, oltre alla raccolta della bibliografia e di ogni altro tipo di documentazione di Guareschi, promuove lo studio e la pubblicazione delle opere, anche attraverso l’organizzazione di mostre e convegni, la redazione di un periodico sociale quadrimestrale (Il Fogliaccio) e la gestione del sito Internet, dedicati allo scrittore, nei quali, inoltre, è consultabile e continuamente aggiornata, la sua bibliografia, cui si rimanda senz’altro per qualsiasi ulteriore approfondimento.

Per qualsiasi informazione potete contattare direttamente la sede del Club dei 23, in Via della Processione a Roncole Verdi (PR) Tel. 0524-204222 oppure consultare il sito https://www.giovanninoguareschi.com/

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